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    Cento kilometri - Parte Seconda -

    di gruppoiponti00org (30/12/2007 - 10:48)

    Padre Miguel ci invia la seconda parte
    ecco la conclusione della vicenda

    IIº EPISODIO finalmente liberi … di ritornare nella prigione PPP

    Allora…
    Il 28 ottobre sono partito all´incontro dei sequestrati ed oggi 18 novembre non posso ancora rientrare nella mia PPP (Parrocchia-Provincia-Prigione) Siamo riusciti a far entrare i dieci purusini che dopo aver camminato 30 giorni sono caduti in mano di una tribu Brasiliana nel fiume Yaco, della etnia MACHINERI

    Le trattative hanno avuto esito positivo, grazie anche all´intervento sollecito del Ssegretario della Conferenza Episcopale Peruviana, del Ministro degli Esteri, del Console peruviano e della Polizia Federale del Brasile, oltre alla Segretaria di Diritti umani di Puerto Maldonado ed il Sindaco di IÑAPARI e le Suore Francescane che hanno a carico la missione dei Machineri.
    Una volta raggiunto il gruppo dei dieci, fra i quali anche Elvis un minorenne, abbiamo potuto chiarire molte cose..

    "Habbiamo scato (non so tradurlo, avete suggerimenti? Ndr) subito quello che si credeva come sospetto di una trappola o tranello Della WWF."

    La vicenda:
    Il 29 settembre un gruppo di dieci persone, in nome di una popolazione mantenuta in stato di schiavitù, ( da…. Leggi Palabra Viva) ha cominciato ad aprirsi una strada con le proprie mani
    I gruppi pseudo-verdi o biopirati o difensori del planeta (¿Che difesa e di qual planeta?) che in nome della Santa Ecologia fanno stragi soprattutto dei gruppi indigeni usandoli e isolandoli come strategia dei loro affari-negozi. Essenzialmente Societá di Laboratori Farmaceutici ed arricchimento di gruppi come WWF, PARKS WATCH, ADAR … Questi fanno pressione sul governo e riescono a impedire qualsiasi connessione fisica con la PPP il cui unico accesso è per via aerea dovendo pagare 2 euro di tassa per ogni chilogrammo che si trasporta. Non ricordo se vi ho raccontato per esempio che la chiesetta che stiamo facendo in Cantagallo é la più costosa del mondo proprio per questa faccenda dell´isolamento imposto che ci fa costare una borsa di cemento il cui valore é di 5 euro fino ad 85 euro. ¿Che ecologia é questa? Tanto per dire, un ammalato di appendicite se non ha 2500 euro ed un aereo disponibile giusto prima della peritonite, va a riposare in pace nel cimitero. ( Ne ho visti diversi morti in questi anni per cause che da secoli si possono evitare).

    La distanza con la strada interoceanica ( asfaltata da Rio de Janeiro l´Atlantico fino a Arequipa il Pacifico) é solamente di duecento km, ma cento sono già stati fatti La popolazione, stanca di far richieste invano, ha deciso finire la strada con le proprie mani. E così é partito il primo gruppo di dieci persone con 20 kili sulle spalle ed … a lavorare.

    Dopo 15 giorni hanno finito la fariña ( la mandioca dissecata equivalente al pane) e le riserve da mangiare. Per la carne non ci sono problemi perché esiste abbondante caccia di uccelli, cerbiatti, tartarughe, paujil, sajino (cinghiale). Ma il resto: radici, frutta esotica, erbe, non sempre é facile riconoscerle. Fu così che Giuseppe ha voluto provare una frutta sconosciuta che lo ha lasciato mezzo drogato e senza forze.

    Mancavano solamente 20 Km per raggiungere l´obiettivo ( ogni giorno si riesce a disboscare circa 5 kilometri ) ma la preoccupazione del gruppo per la salute del loro compagno ha obbligato a cambiar rotta, cercando aiuto al più presto.

    Seguirono il fiume Yaco e dopo tre giorni arrivarono alla tribu dei Machineri. Questa tribu, li ha presi in ostaggio ed hanno richiesto al Perù 20 mila dollari per lasciali partire. E´ cominciata così la catequesi e le negoziazioni.

    Risultato: liberi ma a cambio degli schioppi, della bussola, dei vestiti, gli zaini, pannello solare, macchine fotografiche…( un valore circa di 7 mila dollari)

    Con la liberazione non é ancora finita l´odissea, adesso bisogna pensare nel ritorno . ¿Come ritornano, per dove? Si organizza il viaggio, attraversando le tre cordigliere delle Ande durante due giorni e tre notti di corriera fino a Lima. E poi riattraversandole di nuevo piú al Nord fino a Satipo dove in un piccolo aereo di 5 posti durante 4 ore di volo di nuevo a Puerto Esperanza da dove sono partiti.

    Io non sono entrato con loro perché sono andato a Pucallpa per acquistare quello che manca per finire la chiesetta di Cantagallo

    L´ultima volta che ho viaggiato a Pucallpa ho dovuto aspettare 24 giorni prima di poter rientrare alla PPP Dovevo viaggiare ieri ma come sempre per una scusa o l´altra l´aereo si rimanda uno per riparazione del motore l´altro per cambiar la rotta a Cile in soccorso dei terremotati

    Ringraziamo tutti i benefattori solidari che ci hanno aiutato monetariamente in questa circostanza che sono
    I PONTI – MONASTIER;
    DIONISIO E PARENTI- PRALONGO;
    SANDRA E FRANCA ARMANNI- SVIZZERA;
    MONS. LARRAÑETA E MONS. PACO – PERÚ

    In maggio 2008 quando finiscono le piogge partiremo con il secondo gruppo aprendo il pezzo di strada che manca ed ingrandendo quella fatta dai dieci cercando una connessione con la dignità umana. Invitiamo chi volesse partecipare a farcelo sapere

    Un abbraccio Cordialmente M+guel

    "...La Verdad los hará libres..." Jn.8,32 y...."


    Tag: PPP,Rapimento

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    cento kilometri di solitudine

    di gruppoiponti00org (08/11/2007 - 19:53)

    Pubblichiamo così com'è la lettera che ci è arrivata da Padre Miguel
     
    Mi trovo in questo momento  in Brasile, in viaggio a  Santa Rosa- Rio Branco, Epitaciolandia, Assís e IÑAPARI.

    Il motivo:  riscatto di dieci paesani   presi in ostaggio dalla Tribu Machineri di Mamoaddi.
    Spiegazione:
    la Regione del Purus, dove abitiamo é una frontiera assolutamente isolata.
    Solamente si arriva in aereo  o per  il fiume dal Brasile
    Non cé acqua potabile, non c é luce, non c é la posta, non c´é un metro di
    strada non c´é, non c´e´, non c´é .
    La WWF  e PARKS WATCH ed altre ONG durante questi ultimi sette anni  sono venute in
    schiera per convincere gli indios della zona che devono vivere isolati, che Dio li ha creati poveri per essere sempre poveri e che il disegno divino é che loro devono badare alla foresta impedendo che qualsiasi  avanzi l´idea di giustizia e di progresso.

    Nonostante questa accanita predicazione di evangelici e di antropologi  (contrattati da internazionali) c´é ogni giorno piú gente che desidera un contatto con ilmondo  ma soprattutto una strada che permetta una connessione  e permettaun costo di vita piú normale.
    (Esempio: adesso  per ogni kilo che si usa bisogna pagare due euro adizionali di trasporto, per cui un kilo di sale o di zucchero  costano  2,10 euro .
    Invece se ci fosse una strada  costerebbe  euro : 0, 10 .)
    Il Perú,  riceve un riimborso di Bonifici di aree verdi a cambio di debito esterno ma dei tanti milioni di Euri che riceve non destina niente a questa gente ed accetta questa situazione  di isolamente di questa regione straordinariamente ricca di verde ossigeno selvaggina .

    Un gruppo di volontari, stanchi di questa schiavitú imposta si é deciso a fare la strada con il machete ( un coltello di un metro circa). Uno zaino con fariña ( yuca o mandioca dissecata) e molto spirito di avventura.

    Sono partiti il 29 settembre con l´idea di aprire un sentiero lungo i cento kilometri che ci separano dalla strada.
    Arrivando a 90 Kilometri  hanno confuso un fiume con un altro ed invece di risalire per il territorio Peruviano  si sono inoltrati in territorio Brasiliano.
    Dopo cinque giorni di risalire il Fiume Yaco ( si vede nella carta geografica) sono arrivati nella Tribu di MAMOADDI  che li hanno presi come ostaggio.
    Chiedono un riscatto di 20 mila dollari.
    Si sono iniziate le trattative per liberarli ma la miglior maniera équella di esserelá nel posto per risolevre la situazione.   ¿Chi debe andare?  Tocca dunque a me, al piu´piccino  direbbe la Pierina.
    E cosí  sono partito in canoa scendendo il fiume Purus  fino al Brasile.
    Adesso un poco in barca, un poco in avioneta, un poco in machina arrivereró a destino e poi vi racconteró il resto se vi piacerá saberlo
    Se guardate la pagina www.parroquiapurus.org   , troverete ( nella Revista Palabra Viva Nº 27 )  la fotografia del gruppo spedizionario con alcuni riferimenti.
    Alla fine della rivista potete leggere la dichiarazione del Vescovo dove incoraggia il gruppo di camminanti e dove denuncia gli abusi di ecologisti spietati e disonesti come abbondano nella nostra zona.
    Vi saluto desiderandovi  ogni sorta di bene .  M+guel

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    ILO, Organizzazione del Lavoro delle Nazioni Unite

    di gruppoiponti00org (21/06/2007 - 19:36)

    Si sta realizzando una campagna per sollecitare la ratifica da parte del
    parlamento italiano del Trattato n. 169 dell’ ILO, la Organizzazione
    Internazionale del Lavoro, organizzazione delle Nazioni Unite con sede a
    Ginevra, trattato che ad oggi è l’ unico documento giuridico in essere a
    livello internazionale che riconosca una serie di diritti riguardanti i
    popoli indigeni. L’ Italia da vari anni ha firmato il Trattato che però non
    è mai stato sottoposto alla ratifica del Parlamento. Per aderire
    raccogliere le firme e rinviarle entro il 30 giugno o via fax (0583.469627)
    o via posta (Fondazione Neno Zanchetta – Via Pieroni 27 – 55010 Gragnano).


       Di seguito il testo da inviare:

    PETIZIONE AL GOVERNO ITALIANO PER LA RATIFICA DEL TRATTATO 169 DELL’
    UFFICIO DEL LAVORO DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DEI POPOLI INDIGENI E
    PER L’ APPOGGIO ALL’ APPROVAZIONE DELLA DICHIARAZIONE SUI DIRITTI
    COMUNITARI DEI POPOLI INDIGENI DELLE NAZIONI UNITE
    Da ormai 20 anni la Dichiarazione sui Diritti Comunitari dei popoli
    indigeni e tribali viene sballottata da una commissione all’ altra delle
    Nazioni unite senza giungere ad una approvazione finale. I firmatari della
    presente petizione chiedono al governo italiano di impegnarsi affinché
    nell’ Assemblea generale del prossimo dicembre essa venga portata in aula e
    sostenuto dal nostro governo. Chiedono altresì che il Parlamento italiano
    proceda alla ratifica del Trattato n. 169 dell’ Ufficio Internazionale del
    Lavoro, organismo permanente delle Nazioni Unite, a tutt’ oggi unico
    documento giuridico internazionale che riconosca seppur in maniera non
    completa tali diritti. L’ Italia, in virtù della sua partecipazione a
    numerosi progetti di cooperazione aventi un impatto sulle popolazioni
    indigene e in considerazione delle attività di molte società transnazionali
    a capitale italiano nei territori da questi abitati, ha il dovere di
    rispettare e far rispettare tali diritti.

         Nome e Cognome (stampatello) - Indirizzo (leggibile) - Indirizzo mail
    - Firma

    Tag: ILO

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    google earth vigila sull'Amazzonia

    di gruppoiponti00org (21/06/2007 - 19:22)


    ecco l'indirizzo dell'articolo che racconta come il capo tribù dei SURUI ha pensato di far tenere sott'occhio il suo teritorio:


    http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/ambiente/amazzonia/amazzonia/amazzonia.html

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    programma della Festa della Decrescita Sostenibile di TV

    di gruppoiponti00org (21/05/2007 - 17:28)

    ricevo e pubblico:

    Lunedì 21, h. 20.45, aula magna scuola media "A. Manzoni" a Carità di Villorba: Paolo Cacciari e Gianni Tamino parleranno di clima, ambiente, stili di vita quotidiani.

    Festa della Decrescita Sostenibile
    La S.V. è invitata cortesemente a partecipare alla manifestazione “Educare alla sostenibilità, alla sobrietà, alla condivisione e alla solidarietà tramite l’Arte”, che avrà luogo nel Chiostro della Chiesa di San Francesco (Via San Francesco n. 1 – Treviso) dal 19 al 27 maggio 2007, con preghiera di diffondere l’informazione.
    Silvano Meneghel - Associazione Decrescita Sostenibile
    Paolo Scroccaro - Associazione Eco-Filosofica
    Associazione per la Decrescita Sostenibile - Associazione Eco-Filosofica - in collaborazione con il Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Treviso, con i fondi di cui all’art. 15 della Legge 266/91 presentano al Chiostro della Chiesa di San Francesco Via San Francesco,1  -  Treviso dal 19 al 27 maggio 2007 EDUCARE ALLA SOSTENIBILITA’, ALLA SOBRIETA’, ALLA CONDIVISIONE E ALLA SOLIDARIETA’ TRAMITE L’ARTE - Inaugurazione sabato 19 ore 18,30
    Orario di apertura della mostra dal lunedì al venerdì 10,00 – 12,00    16,00 – 19,00
    sabato e domenica 9,00 – 12,30    15,30 – 19,30
     
    “Le nostre cose le abbiamo avute in prestito. Se incontriamo qualcuno più povero di noi, vanno restituite a lui”. (San Francesco)
     MOSTRA D’ARTE, POESIA, CONFERENZE, DIBATTITI, MOSTRE A TEMA (animali, energia, ambiente)
    “Non abbiamo bisogno di una grande crescita, bensì di una grande visione e di semplicità” (Lao Tsu)
     Promotori: Associazione Eco-Filosofica - Associazione per la Decrescita Sostenibile
     Aderiscono: Comune di Maserada sul Piave - Associazione Cultura-Ambiente Celtis - Centro Territoriale per l’Educazione degli Adulti di Treviso 1 - I’care - Pace e Sviluppo - Banca Popolare Etica di Treviso
     Partecipano: Associazione Alisei - Amici di Beppe Grillo - Campagne per gli animali - Centro Studi “Ecologia dello Sviluppo Umano” - Comitato “No passante” (Area del Trevigiano) - Gruppo di lavoro contro la discarica di Zerman - Paea (Progetti Alternativi per l’energia e l’Ambiente) - WWF di Villorba - Franca Rame Basta Sprechi - Associazione culturale “Pina Cattarin”
     INTERVENTI
     Sabato 19 Maggio ore 18,30
    Marino Ruzzenenti
    Saggista, rivista “Missione Oggi” – Periodico dei Missionari Saveriani
    Tema: “Sostenibilità, Sobrietà, Solidarietà: obiettivi educativi per le emergenze attuali”
     
    Giuseppe Gorlani
    Indologo, poeta, premio letterario Città di Roma
    Tema: “Dalla natura-oggetto alla natura-dea: poesie e meditazioni”
     
    Presentazione e interventi di:

    Giorgio Meo (Preside CTP 1)
    Silvano Meneghel (Ass. Decrescita Sostenibile)
    Paolo Scroccaro (Ass. Eco-Filosofica)
     
    Martedì 22 MAGGIO ore 20,30
    Gianni Tamino

    Biologo, Università di Padova
    Tema: “Disastro De Longhi: cosa, come e dove produrre in modo sostenibile”
     
    Floriana Casellato
    Sindaco di Maserada sul Piave
    Tema: “Consumismo, sprechi ed emergenza rifiuti: che fare?”
     
    Presentazione e interventi di:
    Lucia Tamai
    Andrea Zanoni
    Gianni Rasera
    Loris Donazzon
     
    Venerdì 25 MAGGIO ore 20,30
    In collaborazione con “Lato Selvatico” – Rivista aderente alla rete bioregionale
     
    Jim Koller
    Reading di poesie/riflessioni - Poeta, attivista contro-culturale, bioregionalista del Maine (U.S.A.)
    Tema: Poesia e bioregioni per ri-abitare la terra”
     
    Rita degli Esposti
    Poeta e performer - Venezia
     
    Presentazione e interventi di:
    Francesco Lambendola
    Marco Girotto
    Flavio Cagnato
    Adriano Fragano
     
    SERATE MUSICALI
    Giovedì 24 MAGGIO ore 20,30
    Coro Filarmonico Trevigiano “Sante Zanon”
    Direttore: Maestro Michele Lo Russo
    Pianista: Maestro Federico Brunello

    Presentazione a cura di: Paola Bortoletto e Angelo Marino
     
    Domenica 27 MAGGIO ore 20,30
    Orchestra “Coletti”
    Direttore: Maestro Lorenzo Cian
    Presentazione a cura di: Luciano Sansoni
     
    N. B.
    : Sono coinvolti circa cinquanta artisti figurativi, che esporranno le loro opere ispirate al tema centrale dell’iniziativa.
    Saranno presenti spazi espositivi in cui le Associazioni esporranno le loro iniziative, documenti, programmi, ecc.. Nella serata inaugurale è previsto un rinfresco vegetariano.
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    Combustibili per cibi

    di gruppoiponti00org (12/05/2007 - 10:27)

    di Atilio A. Borón*
    (su Página/12 di venerdì 11 maggio 2007)

    Le cose vanno male nell'impero. Assetata di petrolio, Washington ha deciso di disfarsi del macellaio al quale aveva affidato il compito di dissanguare la rivoluzione iraniana e impadronirsi del petrolio dell'Iraq. Ma a Bush e ai “falchi-gallina” il gioco si è ritorto contro. Non possono vincere quella guerra e, colmo dei colmi, nemmeno possono ritirarsi. Sono condannati a rimanere in un territorio che giorno dopo giorno riscuote loro, come il vecchio Shylock del Mercante di Venezia, la sua libbra di carne. Il rifornimento di petrolio diventa ogni volta più rischioso: il Medio Oriente si destabilizza a vista d'occhio e persino lo stesso baluardo saudita è profondamente in questione; l'Asia Centrale è già fuori controllo e gli amici di ieri sono i banditi di oggi. Nell'Africa Occidentale, né la Nigeria né l'Angola riuniscono le condizioni minime per garantire il rifornimento energético richiesto dagli Stati Uniti. In Messico il petrolio sta finendo. Rimane il Venezuela, il Venezuela di Chávez, niente meno. Certo che i governi del primo mondo considererebbero un'insensatezza richiedre ai loro cittadini che moderino la loro malata propensione allo spreco energetico. Inoltre, questo farebbe scontrare la Casa Bianca e i suoi amici con la violenta pressione delle lobbies automobilistica, petroliera e aeronautica, oltre alle grandi transnazionali che controllano gli agroaffari (e finanziano le campagne dei “partiti dell'ordine”), pertanto l'unica “soluzione” che trovano questi governi è di trasformare i cibi in combustibili. Questo è, stringere ancora la vite dell'alienazione propria dell'economia capitalista che prima fece diventare merce i cibi e ora li ritrasforma in combustibile.
    In altre parole, per sostenere lo spreco del mondo sviluppato occorrerà accentuare la fame nel Sud. Destinate a a produrre generi agroenergetici, tutte le terre coltivate d'Europa basterebbero per rifornire appena il 30% del suo consumo di idrocarburi. La domanda degli Stati Uniti, a sua volta, richiederebbe che fosse destinato il 121% della loro superficie agricola alla produzione di etanolo e biodiesel. Da dove verrebbe fuori il resto? Dalla periferia del sistema, quella che in questo momento ospita quasi un miliardo di affamati e che, secondo calcoli conservatori realizzati dagli economisti dell'Università del Minnesota, se si avanzasse con l'accordo Bush-Lula si aggiungerebbero velocemente altri due miliardi di affamati. Che mondo sarebbe quello? Un mondo dove si provocherebbe, nell'interesse della sovrabbondanza indotta dalle grandi transnazionali che ci lucrano, la lenta e silenziosa eutanasia dei poveri. Perciò, il leader storico dei Sem Terra del Brasile, Joao Pedro Stédile, ha detto che l'accordo Bush-Lula è un “patto diabolico”, che non solo condanna la metà della popolazione mondiale allo sterminio ma anche significa sciogliere la briglia alla depredazione dell'ambiente in una scala finora sconosciuta al pianeta. I biocombustibili sono un'arma letale contro l'umanità, la cui viabilità esige di praticare un genocidio. E, più a breve termine, è una strategia destinata a indebolire la crescente influenza di Chávez in América Latina. E' un peccato che Lula, che promise di garantire a tutti i brasiliani tre pasti al giorno e non ci è riuscito, si presti ora ad un gioco tanto sordido come quello propostogli dalla Casa Bianca.
    *Direttore del PLED, Programma Latinoamericano di Educazione a Distanza in Scienze Sociali del Centro Culturale della Cooperazione (Buenos Aires, Argentina)

    (tradotto in proprio)

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    evviva!

    di gruppoiponti00org (09/11/2006 - 15:16)

    cari amici
    parte oggi il nostro blog
    spero che potrà essere uno strumento utile per il nostro gruppo, per le comunicazioni interne e per farci conoscere un po' di più in giro.
    perciò vi invito a fare pratica come la sto facendo io inviando qualche messaggio qualche messaggio 
    ciao a tutti
    Gianluca

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